“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

“Da quando la mia vita è vuota non mi ero mai accorta che fosse così piena”.

Lo scorso 16 maggio ho terminato le lezioni del Master in Food and Wine Communication alle IULM e così, nell’attesa di poter iniziare lo stage, è successa una cosa inaspettata: ho riscoperto il piacere della lettura!

Non mi sono mai reputata una divoratrice di libri, sarò sincera, ma ogni volta che trovavo il libro giusto per me era impossibile separarmene. Ed ogni volta che si avvicinava il finale e con le dita contavo una decina di pagine rimaste, dentro di me si palesavano due stati d’animo contrastanti: da un lato ero impaziente di sapere che fine avrebbero fatto i protagonisti del racconto, cosa ne sarebbe stato di loro; dall’altro lato, però, mi assaliva una sorta di malinconia, perché sentivo di essere diventata un tutt’uno con la storia e con i personaggi e terminare la lettura del libro avrebbe quindi comportato la perdita di un pezzettino di me.

Così, ogni volta che termino la lettura di un libro, mi sento come tristemente alleggerita di una parte di me; condizione che in realtà mi spinge subito a chiedermi quale sarà il prossimo malcapitato libro a cadere nelle mie mani.

Oggi voglio parlarvi del libro Per dieci minuti di Chiara Gamberale, libro uscito nel 2013, ma di cui mi hanno parlato solo l’anno scorso.

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Qualche mese fa decido, quindi, che a fare da rodaggio per il mio ritorno alla lettura sarebbe stato proprio questo libro piccino, dalla copertina azzurra che mette tanta serenità e spensieratezza (lo ammetto, sono proprio il tipo di persona che giudica un libro dalla copertina) e che sembrava avere una trama simpatica.

Eccovi la trama:

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

Cosa mi è piaciuto

La scorrevolezza della lettura e quindi lo stile stesso dell’autrice (ragione che mi ha poi spinto a leggere altri suoi libri). Una scrittura semplice, ma a mio parere non banale, che spinge molto le persone a seguire i pensieri della protagonista. Si tratta di un libro introspettivo, ma con semplicità, ovvero senza quei pensieri contorti e artificiosi che, a mio parere, si allontanano troppo dal reale modo di pensare delle persone.

Cosa NON mi è piaciuto

Il personaggio principale. Per il semplice fatto che si discostava di molto dal mio carattere e dal tipo di persona che sono.

L’ho trovato un personaggio “reale”, in quanto immagino che tantissime donne che devono affrontare la fine di un matrimonio possano trovarsi nella stessa situazione di impotenza in cui è la protagonista, la quale sembra infatti incapace di reagire, sembra aver perso la propria identità, abbandonandosi ogni tanto nell’autocommiserazione.

Il fatto di non essermi identificata nella protagonista, però, non mi ha impedito di proseguire la lettura. Anzi, in alcuni punti mi sono trovata a condividere i suoi pensieri e stati d’animo.

CONSIGLIATO se siete in cerca di una lettura disimpegnata, vicina alle situazioni reali della vita e che per quanto semplice vi lasci un sorriso sulle labbra e una piccola lezioncina di vita, ovvero che dalle situazioni spiacevoli e inaspettate esiste una via di fuga, ma tale via di fuga bisogna costruirsela da soli, trovando la forza di reagire e reinventarsi.

Di seguito vi lascio alcune frasi del libro che mi sono piaciute particolarmente:

 

“Quando fanno qualcosa per noi, gli altri ci consegnano o in realtà ci tolgono un’occasione? Chi lo sa. Non lo sappiamo noi, che affidiamo quel qualcosa agli altri. Non lo sanno gli altri, che fanno quel qualcosa per noi”.

“O dentro o fuori. Ma se stai sulla porta mi blocchi il traffico”.

“Conoscere qualcuno è qualcosa di talmente fatale che quando succede è per sempre”.

“Purtroppo o per fortuna, però, bisogna essere in due a voler essere in due”.

“Ci sono persone che non dobbiamo sforzarci di accogliere: sono già entrate nella nostra vita mentre non ce ne rendevamo conto. Mentre a chissà cos’altro stavamo pensando. E allo stesso modo, ci sono persone che non dobbiamo sforzarci di allontanare. Di fatto sono già fuori. Anche loro, sono uscite mentre non ce ne rendevamo conto”.

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2 pensieri su ““Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

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